Solo un regalo


- Allora, come ti senti dopo aver compiuto questo delitto?

I bicchieri cozzano uno contro l'altro, l'ufficio si riempie di risate.

- Soddisfatto.- Risponde lui, un po' imbarazzato e un po' divertito.

- Preparati a lettere minatorie e rivolte sul web.- Dice l'assistente della sua editor, quella nuova di cui ancora non ricorda il nome. Una ragazza carina con gli occhi a mandorla. Dopo quella frase dai toni apocalittici si offre di riempirgli nuovamente il bicchiere: neanche stessero festeggiando un premio internazionale o qualcosa del genere. Ma tutti hanno trovato divertente l'idea di celebrare un irriverente rito funebre a base d'alcool, in redazione.

Sulla scrivania ci sono ancora le prime bozze corrette con pochi tratti di penna verde dalla sua editor. In fondo spiccano delle frasi vergate in fretta, piene di punti esclamativi. Dicono che l'uscita di scena è stata davvero splendida, degna. Non che lei ignorasse la trama: ne avevano parlato fin dall'inizio, e se le avesse tenuto nascosta una cosa tanto grossa, forse lei non si sarebbe neppure impegnata a sobbarcarsi quella saga infinita. Non sarebbe stato onesto, celarle cos'aveva in programma di fare. Però un conto è raccontare una trama, un conto è scendere nei particolari dei singoli episodi. Soprattutto degli episodi importanti.

Bevono ancora e scherzano, il clima è sereno. Lavora con quelle persone da così tanti anni, sta bene con loro e gli fa piacere che si siano radunati lì per il funerale: in fondo quella storia è un po' anche loro, ed è solo naturale il loro interesse per ciò che è avvenuto, ora che siamo vicini alla fine.

Alla fine ciascuno se ne va e torna al suo lavoro. Compreso lui. Ci sono ancora tante storie e tante vite da raccontare.


Sul treno che lo riporta a casa incontra la ragazza con gli occhi a mandorla. Si salutano, lei gli si siede accanto. Parlano amichevolmente, intessendo una conversazione interessante.

La domanda lo coglie a tradimento.

- Senti. Magari quello che ti chiederò ti sembrerà stupido. Beh, magari lo è davvero. Io voglio sapere perché l'hai ucciso. Insomma, lo so, è solo una storia, tutti gli autori ammazzano i loro personaggi e questo è un dramma che colpisce milioni di fan ogni anno, fin dall'inizio dei tempi. Ma ognuno ha un motivo segreto per cui lo fa, anche quando rivende a tutti la scusa che “la storia doveva andare avanti”. E più il personaggio è speciale, più deve essere speciale il motivo.

- Per una che vuole diventare editor, hai una visione fin troppo romantica dei narratori.

- In realtà sono cinica e realista quanto basta. Ma so distinguere i diversi tipi di narratori. Tu sei uno che sogna. Non sei certo distaccato dalla realtà e confronti le tue idee con la concretezza di chi deve trasformare in soldi le tue storie. Però non ti dimentichi mai il lato migliore del tuo mestiere. E ora che ti sei beccato una lode gratis, sei ancor più in dovere di rispondermi.

Lui si perde a guardare la sera stellatafuori dal finestrino, e sorride senza rendersi conto che lo sta facendo.

- La vita è una cosa davvero divertente.- Le dice, senza voltarsi verso di lei. - Però, come tutte le cose, non rimane divertente per sempre. E' giusto che finisca anche la migliore delle esperienze, quando è arrivato il momento.

- E' vero.- Concorda lei. - Ma non mi stai solo rigirando la solita faccenda della storia che doveva andare avanti, vero?

- No. Non intendevo dire che l'ho fatto morire perché la sua storia doveva avere un finale. Sto cercando di dirti un'altra cosa. Un po' patologica, se vuoi.

- Non che ci si possa aspettare altro, da uno che vive inventando le cose.

- Già.- Ride e torna a guardarla. Lo imbarazza un po', rivelare il segreto che lei gli sta chiedendo, però sa anche che se c'è qualcuno che merita di conoscerlo, sono le persone intelligenti come lei.

- Allora?

- Allora... Lui era un immortale. Vecchio come i mondi. Con così tanti anni sulle spalle che ormai non poteva più nemmeno contarli. Avrebbe potuto vivere ancora tante storie, è vero, ma non credo che ne avrebbe sopportato il peso. Non era giusto, non potevo lasciarlo in vita per amor mio, o dei fans, o di chiunque altro. Io l'ho inventato, io ne sono responsabile: è così per tutti i personaggi. Ho pensato che fosse giusto dargli un po' di riposo. In fin dei conti quel che ho fatto non è stato un crimine. Solo un regalo. Ha vissuto un'esistenza lunghissima e meravigliosa. Era il momento di lasciarlo andare.





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